giovedì 23 giugno 2016

Piccolo di passerotto caduto dal nido

La scorsa settimana i bambini erano nel cortile a giocare quando suonano al citofono per avvisarmi di aver trovato un pullo di passerotto caduto dal nido. Lo avevano raccolto e messo in una vaschetta con un maglioncino sotto per tenerlo al caldo. Tutti dispiaciuti mi hanno chiesto:
- Che facciamo?
- Portatelo su, proviamo a salvarlo... - ho detto io.
Cosi memore dell'allevamento a mano dei roseicollis e dei parrocchetti, ho iniziato a nutrire il piccolo passerotto. Osservando i comportamenti del pullo e la fisionomia, ho imparato alcune cosette dei nidiacei. Non so se sono cose che valgono per tutti i nidiacei ma sono completamente diversi dai pappagalli. La prima cosa che ho notato è stato il gozzetto. Il passero ha un gozzo unico solo da un lato del collo. Nei pappagalli entrambi i lati hanno la sacca del gozzo. La seconda è stata il becco. Ai lati del becco hanno delle parti più morbide e più chiare, ma ho letto in giro che poi con la crescita spariscono. Mi sono voluta cimentare in un'impresa veramente ardua per accontentare i bambini. Prendersi cura di un nidiaceo ti toglie tempo, spazio e sonno. Per non parlare della vostra libertà... Non mangiano di notte, ma avendo il gozzo molto piccolo e singolo, mangiano ogni mezz'ora all'inizio, ogni ora successivamente e forse ogni due ore quando sono molto sazi. Ma, bisogna fare molta attenzione a non saltare i pasti. La fame li rende subito deboli e assonnati. Si lasciano deperire subito, se non ricevono cibo possono morire. Anche perché se sono troppo stanchi e deboli smettono di aprire il becco. La pappa deve essere calda. Altrimenti non mangiano. Non troppo densa e non troppo liquida. Per il momento, non beve nemmeno acqua, gliela somministro assieme alla pappa, che faccio un pochino più lenta. Sto usando la prima cosa che ho avuto tra le mani, il nutribird dei pappagalli. L'ho messo in un vecchio nido di legno. All'inizio sul fondo avevo messo trucioli di legno per una base morbida, ricoperti da paglia arrotondata a forma di nido. Sembrava non andare bene in realtà. A volte lo trovavo che respirava a fatica. Stamattina ho pulito di nuovo il nido ed ho approfittato a mettere sul fondo due fogli di scottex bianchi. Ogni mattina alle 05:30 mi alzo per dargli la prima imbeccata. La sera l'ultima la prende intorno alle 23:00/23:30. Meno male che i pappagalli si svegliano puntuali cosi fanno la sveglia anche a me. Per il bene del passerotto avevo deciso di curarlo meno possibile, solo imbeccate e pulizia del nido. Invece ho notato che cerca la mia presenza. Vuole il contatto col mio calore, vuole stare rannicchiato nella mia mano. Gli piacciono le carezze, e se non mi vede per un po' si demoralizza e diventa apatico. Ieri mi sono agitata per degli atteggiamenti che aveva... non capivo cosa stesse succedendo, pensavo stesse per morire. Poi all'improvviso dalla mano ha spiccato il primo voletto per venire verso di me. I bambini hanno notato che è cresciuto. Io lo vedo sempre piccolissimo, anche se ho notato che la coda si è allungata. Soffre molto il caldo. Lo sposto dove può stare più fresco, ma se ha molto caldo non mangia e dorme sempre. Si accascia sul fondo e apre le ali, si gira sul fianco... sembra sempre che stia per lasciarci quando fa cosi... mi spaventa e mi preoccupa... mio marito per tranquillizzarmi un po' mi ha detto che forse fa così per disperdere il calore... mah! Spero di riuscire a farlo stare bene... ormai sono affezionata anche io.

Che tristezza... mi viene da piangere. Il piccolo passerotto non ce la farà. Sono le 11:51, respira a fatica, non mangia, si sta irrigidendo. Occhi ormai sempre chiusi. Se provo a toccarlo non reagisce. La cosa più brutta è che non capisco cosa sia successo, fino a ieri saltellava, mangiava, cinguettava. Ha fatto il suo primo volo... era in forze... ora non si regge in piedi e sembra che dorma, ma so che non è cosi... sono molto triste... era cosi bello sentirlo cinguettare... spero che almeno non stia soffrendo molto... ho provato a salvarlo, ma a quanto pare non è cosi facile, nonostante l'impegno...

venerdì 15 aprile 2016

Distinzioni comportamentali

Ciao a tutti. Scrivo questo post oggi perché da giorni ho notato dei comportamenti particolari nei miei parrocchetti. Premetto che i miei tre amici sono: 2 dello stesso sesso e 1 del sesso opposto. Non ho fatto il sessaggio, attenzione, ma da molto tempo li osservo per capire in base a quali comportamenti si possono distinguere. Dunque, finora ho notato queste cose:

  • il maschio, credo, ha il becco molto pronunciato e un morso molto forte (fa davvero male)
  • sempre il maschio, ha la coda più lunga
  • il corpo è molto tozzo, sembra muscoloso...
  • il verso è fortissimo, un suono squillante che fa male alle orecchie
  • quando parla ha la voce stridula e alta (e parla sempre...T_T)
  • è molto possessivo nei confronti della sua amata e aggressivo verso chiunque osi avvicinarsi
Al contrario di tutto ciò le due, credo a questo punto, femmine, sono:

  • molto docili
  • hanno il becco più piccolo e curvo
  • uno sguardo più dolce
  • la coda meno lunga del maschio
  • sono più piccole di dimensioni
  • il loro verso è più melodico e pacato
  • parlano tranquillamente con voce bassa
  • vicino al maschio, una delle due, la più piccola, con la zampa destra sposta la coda come se volesse accoppiarsi. Questo succedeva con i roseicollis quando la coppia si univa.
Ora, tralasciando questi particolari, ho pensato che la coppia a questo punto si forma già in tenera età.
Se i parrocchetti raggiungono la maturità sessuale intorno ai due anni, come si spiega questo comportamento? Forse così: è una sorta di corteggiamento per decidere le coppie. Una volta formata la coppia non si separano più. Ma, al di la di questo, cosa ancora più strana, il "maschio" fa il carino con entrambe le femmine! Il che mi fa pensare... ma quindi non sono come gli inseparabili? monogami? significa che nelle colonie se ci sono più maschi che femmine, si danno alla poligamia pur di procreare? Indagherò!
A presto.

mercoledì 9 marzo 2016

CITES

Bentrovati!
In questi ultimi giorni mi rendevo conto che molti acquirenti non sono a conoscenza del fatto che i Monaci necessitano di Cites. Il Cites è un documento che prova la legittimità di acquisto/proprietà degli esemplari in questione. Contiene informazioni sulla nascita, sulla provenienza, sull'allevatore che lo ha venduto/ceduto. Ma soprattutto la firma di entrambe le parti. Ho cercato un pochino su internet ed ho trovato sul sito "Il trespolo" questa pagina con annessi link per procuravi la modulistica, specie se siete voi che volete allevare il Parrocchetto o altre specie.
Questo è il link della pagina del sito:
Il Trespolo
Questi sono i link per andare direttamente ai moduli necessari:
RICHIESTA REGISTRO DI DETENZIONE
DOCUMENTO DI CESSIONE
DENUNCIA DICHIARATIVA
Ogni documento deve essere compilato entro i termini suggeriti su "Il Trespolo". Attenzione a farvi trovare in regola! Se dovessero fare dei controlli e dovessero trovarvi privi di documentazione paghereste una multa parecchio salata.
In alternativa potete scaricare il modulo per la cessione a titolo gratuito, che inserisco in formato jpg ma potete salvarlo ed esportarlo in pdf, cosi potete conservarlo. Altrimenti stampatelo e compilatelo.

lunedì 17 agosto 2015

Allevamento allo stecco

Allora, parliamo di come si allevano a mano questi piccoletti. Innanzitutto bisogna sapere che l'allevamento non è una cosa per tutti. I pappagalli, come gli altri animali, non sono dei giocattoli che si prendono e si mettono a posto a proprio piacimento, vanno curati, amati e coccolati. Sempre! Soprattutto questi tipi di animali che con la loro intelligenza sanno essere molto più empatici di altre specie. I parrocchetti nello specifico, sono molto coccoloni, giocherelloni e affettuosi. Si affezionano molto velocemente a coloro che li amano. Anche loro scelgono una persona in particolare a cui saranno più legati, ma allo stesso tempo tollereranno gli altri membri della famiglia come facenti parte del loro stormo. Quindi se non avete tempo da dedicargli, se siete poco pazienti, se siete sempre di corsa a far tutto, un consiglio spassionato per il bene dei pappi, non prendete neanche in considerazione l'idea di prenderne uno, TANTOMENO DI ALLEVARLO A MANO.
Detto ciò, passiamo alle fasi e alle pappe, fondamentali nel percorso di crescita:
  1. ACQUISTO: l'età giusta per prendere il pullo da allevare a mano è 14gg. Dai 14 ai 21gg stabiliscono "l'imprinting" con la persona che li alleverà. Grazie a questo si creerà un legame molto forte tra allevatore e pappagallo.
  2. NIDO: essendo dei pulli vanno sistemati in nidi di dimensioni ristrette (senza esagerare) in modo che si sentano al calduccio e protetti; i nidi vanno preparati con un fondo di erba o fieno, quella dei conigli è comodissima, (io ho usato anche i trucioli di legno per conigli e mi sono trovata bene, ma dipende dal soggetto, perché potrebbero essere ingeriti a discapito del pullo). Se doveste iniziare l'allevamento in inverno sarà bene preparare una sorta di camera calda con termostato e luce a infrarossi, come per i rettili. La temperatura ideale per la camera calda si aggira intorno ai 30° finché non avranno messo le piume e sarà sparito il piumino della nascita. Mantenete umido l'ambiente. Quando avranno raggiunto l'età giusta e avranno messo le prime piume (diverse dal piumino della nascita) potrete spostarli in una gabbietta, piccola comoda e accogliente che sostituirà temporaneamente il nido. Ci penseranno le nuove piume a tenerlo caldo. Fornite la gabbia di ciotole con semini, pastoncino secco, beverino con acqua sempre fresca, mi raccomando lavatelo ogni giorno per non far creare la patina melmosa sulle pareti di plastica, sali minerali, osso di seppia e molletta per frutta, verdura, panìco. All'età giusta potrete trasferirlo in una bella voliera.
  3. NUTRIBIRD: la migliore polvere per l'allevamento allo stecco dei pappagalli è il Nutribird A21. Lo dico perché l'ho sempre usata e mi sono sempre trovata bene. Assieme all'acquisto del Nutribird dovrete acquistare le siringhe da 10cc, ma vanno bene anche quelle da 5cc, (SENZA AGO!!!) che dovranno essere lavate e sterilizzate ad ogni pappa che somministrerete. Procuratevi una ciotolina (io uso il tappo del biberon... ^.^) e una stecchetta di plastica, come quelle dei caffè da bar, o un cucchiaino. Anche queste cose vanno sterilizzate. In ultimo per i più inesperti, un termometro da cibo, tipo quelli lunghissimi per arrosti, che servirà per controllare la temperatura della pappina. Ma come sterilizzare tutto? Io metto a bollire un pentolino pieno d'acqua e poi ci metto dentro le siringhe, separate, il cucchiaino, di plastica rigida o di metallo e il tappo del biberon, vale anche per la ciotolina. Non mettete in acqua bollente le stecchette da caffè, poiché si arriccerebbero tutte. (Esperienza personale! U_U) Se non avete tempo per bollire ogni volta tutto l'occorrente, potete usare lo sterilizzatore per i neonati diluito con acqua alla giusta percentuale, avendo cura di risciacquare tutto prima dell'utilizzo. O ancora potreste utilizzare acqua e amuchina, ma resterebbe un odore orribile sulla siringa e il pullo potrebbe non mangiare più.
  4. PREPARAZIONE: la procedura è molto semplice. Utilizzare acqua imbottigliata scaldata alla temperatura giusta. Se volete utilizzare l'acqua del rubinetto iniziate 15 minuti prima della somministrazione. Procedete così: in un pentolino portare ad ebollizione l'acqua che useremo per la preparazione. Lasciare raffreddare fino a raggiungere una temperatura di 38° circa. Con la siringa prendete le dosi di acqua da mettere nella ciotolina, una dose se da 10cc, due dosi se da 5cc. Aggiungete la polvere poco alla volta mescolando accuratamente per non lasciare grumi. Dovete ottenere la densità dello yogurt. Non va bene né troppo liquida né troppo densa. Evitare le bolle d'aria nella siringa mentre aspirate la pappina. Nel frattempo la temperatura sarà scesa intorno ai 37/36°, ideale per la somministrazione. Ad alcuni piace più calda, ma fate sempre attenzione che non sia TROPPO calda, rischiereste di bruciare la gola del pullo e potrebbe ferirsi gravemente il gozzo.
  5. SOMMINISTRAZIONE: la giusta quantità da somministrare è una siringa da 10cc ad imbeccata, se utilizzate quella da 5cc preparatene due. Non esagerate con le dosi, va bene che devono essere nutriti, ma se cercate di darne troppa rischiate rigurgiti continui o peggio la rottura del gozzo. In quel caso il nostro piccolo amico morirebbe. Quindi fate molta attenzione. La somministrazione va fatta con lena, non troppo lentamente perché potrebbero stancarsi e non mangerebbero più, ma neanche con troppa foga poiché rischiereste di soffocarli con la pappina. La siringa va inserita nel becco verso destra, dove si trova l'esofago (ATTENZIONE, va inserita delicatamente nel becco solo la parte dove andrebbe messo l'ago, non tutta la siringa) in questo modo sarà più facile farli mangiare. Attendete con pazienza che ingoino le dosi man mano che le date, accompagnate se serve, l'apertura del becco, pizzicandolo con due dita delicatamente sui lati come se voleste strapazzarlo di coccole... ^.^ Naturalmente tutto ciò che avanza va gettato, non conservato.
A questo punto direi che siamo a posto, non mi resta che darvi una tabella indicativa di quantità, imbeccate ed età corrispondente. Alcuni azzardano l'inizio dell'allevamento quando sono ancora molto piccoli, tipo a meno di 7gg, ma personalmente penso che lasciarli fino a 12/13gg con la mamma li possa solo favorire. Comunque la tabella è questa, però su internet ne potete trovare altre, poi ogni soggetto mangia quantità diverse, non è uno standard fisso.
  • da 5 a 14 giorni: 6 imbeccate, ogni due-tre ore. Più o meno gli orari sono questi: 7:00, 10:00, 13:00, 16:30, 19:30, 23:00 (alcuni mangiano anche di notte verso le 03:00, a me è successo... U.U)
  • da 15 a 24 giorni: 5 imbeccate, sempre ogni tre ore: 8:00, 11:30, 15:00, 19:00, 23:00
  • da 25 a 34 giorni: 4 imbeccate: 7:00, 12:00, 17:00, 22:00 (come noterete gli orari cambiano man mano che crescono per distanziare le pappe e darne comunque in quantità giusta)
  • da 35 a 44 giorni: 3 imbeccate: colazione, pranzo e cena (7:30, 14:30; 21:30)
  • da 45 a 54 giorni: 2 imbeccate: mattina e sera (7:30/8:00, 21:30/22:00)
  • da 55 a fine svezzamento: 1 imbeccata al giorno. L'ideale sarebbe il primo pomeriggio intorno alle 15:00.
Lo svezzamento di norma termina raggiunti i 60/65 giorni, ma ogni soggetto è diverso, per cui se chiedono ancora la pappa, dategliela. Smetteranno da soli di volerla e mangeranno solo semini, panìco, frutta, pastone. Durante lo svezzamento con la siringa, attorno ai 25/30 giorni, fornitegli nella gabbia anche il beverino con acqua fresca, una ciotola con pastone secco, una con semini e l'osso di seppia. Cercate di non dargli semi di girasole che non sono proprio l'ideale per il loro piccolo fegato. Ogni tanto, come premio, vanno bene, soprattutto come ricompensa durante la fase dell'addestramento. Ma di questo ne parleremo nel prossimo post.

giovedì 13 agosto 2015

Informazioni di base

Il parrocchetto monaco (Myiopsitta Monachus) è un uccello della famiglia degli Psittacidi. È l'unica specie del genere Myiopsitta Bonaparte. Agile e affusolato, dalla colorazione generale verde chiaro, con fronte, guance e petto grigio chiaro, ventre giallognolo sfumato in verde; remiganti e timoniere blu. Con l'uccello in volo si nota maggiormente il blu della coda e della parte inferiore dell'ala. Ha becco bruno, iride marrone e zampe grigie e la sua taglia adulta si aggira sui 28/29 cm.
Viene classificato in 4 sottospecie:
  1. M. m. Monachus, sottospecie nominale; 
  2. M. m. Calita, con minore presenza del colore grigio sulla fronte e con la colorazione blu dell'ala più scura;
  3. M. m. Cotorra, simile al Calita, ma con la tonalità giallognola dell'addome più estesa e chiara;
  4. M. m. Luchsi, con il colore grigio di tonalità più chiara e brillante, più esteso sul capo e sul petto mentre sul ventre presenta una banda giallognola molto evidente.
Distribuzione geografica
È originario di una vasta area della parte sud-orientale del Sudamerica, che include Argentina, Paraguay, Uruguay, Bolivia e Brasile, dove viene spesso cacciato come uccello dannoso per le coltivazioni, ciononostante è ancora molto comune. Vi sono colonie di questi uccelli, sfuggiti alla cattività e perfettamente ambientatisi anche in Europa e negli Stati Uniti: una colonia di notevoli dimensioni è localizzata dentro la città di New York. In Italia vi sono diverse grandi città, tra cui Roma, che hanno nei parchi o nei viali bande di parrocchetti monaci di 20-40 individui. In cattività è diffusissimo e si riproduce con facilità e se non fosse così chiassoso la sua diffusione sarebbe ancora maggiore dato che si tratta di un pappagallo docile e giocherellone. Normalmente vive in pianura o in collina, ama le foreste aperte, quelle a galleria lungo i corsi d'acqua, le boscaglie di acacie e le savane alberate. E' diffuso fino a quote attorno ai 1000 metri, ma si adatta molto bene anche a quote più elevate tanto che la M. m. Luchsi è stata segnalata fino a 3000 metri. In alcune aree, la piantumazione con alberi ad alto fusto come l'Eucalyptus lo ha notevolmente avvantaggiato. È gregario, socievole e stanziale: crea gruppi stabili molto numerosi, anche oltre i 100 individui, che, emettendo continui richiami molto forti, si muovono insieme alla ricerca di cibo: semi di cardi, di erbe prative, di alcuni alberi, frutta, bacche, fiori e occasionalmente larve e insetti. Raggiunge la maturità sessuale intorno al secondo anno di vita. Il periodo riproduttivo inizia a ottobre e, se la stagione è favorevole, può portare a termine anche due covate. Costruisce grandi nidi coloniali sulle cime di grandi alberi anche a 20 metri di altezza. 
esempio di nido coloniale


Un nido medio che ospita da una decina a una ventina di coppie arriva a pesare anche 200 kg. Per questo i parrocchetti monaci collegano saldamente le strutture del nido a rami grandi all'attaccatura con il tronco, quindi intrecciano decine di rametti e formano una grande «fascina» percorsa da tunnel comunicanti e da camere di cova dove ogni femmina depone 5-8 uova che vengono incubate per 20 giorni. I piccoli si involano entro le 6 settimane dalla schiusa.

Mutazioni

Il Myiopsitta Monachus, fa parte della famiglia degli Psittacidi. Come molti altri esemplari della stessa famiglia ha becco ricurvo, simile a quello dei rapaci, specializzato però nell'aprire semi o frutti legnosi. La mandibola non è fusa con il cranio per cui può fare movimenti agili e sciolti con la testa. Hanno alle zampe 4 dita, opposte tra loro, (Zigodattili) per cui hanno un'ottima presa. Alcuni esemplari, come il parrocchetto, riescono ad imitare i suoni della voce umana e della natura.
Come negli Agapornis, nello specifico nei Roseicollis, anche questi nascono dalla mutazione Ancestrale, il classico parrocchetto verde che troviamo ormai ovunque.
Ancestrale
Dalla mutazione ancestrale alcuni allevatori sono riusciti ad ottenere delle mutazioni sempre più chiare. Combinando le varianti sono arrivati ad una mutazione completamente priva di colore. La mutazione Albina. Esiste in due varianti che si differenziano solo per il colore degli occhi. Alcuni li hanno neri o bruni ed altri hanno gli occhi rossi.
Albino
Le mutazioni più comuni e facili da ottenere sono ovviamente la principale, Ancestrale, e quella della serie Blue, o Blu. Da queste, combinate con le -ino si ottengono gli Aqua e gli Aquablue.
Blue
Dalla combinazione di uno verde con uno più chiaro della stessa serie, sempre verde anche se più chiaro o con una variante di colore, o "portatore", si possono ottenere questi:
Giallo con remiganti blu e codrione blu e rosso, che ricorda molto la mutazione "Isabella" dei Roseicollis, ma, sinceramente ancora non so come viene definita nei parrocchetti.
diciamo "Isabella"
E il Lutino, completamente giallo con remiganti bianche.

Lutino
Dalla combinazione di quelli chiari con quelli della serie blu si possono ottenere le varianti -ino. Cioè pallidino, cremino, aquabluino. Un esempio nelle foto sotto:
Pallid
Aquabluino (sn) Cremino (dx)
Ho trovato su un sito delle informazioni scritte da un ragazzo che descrive due mutazioni con delle piccole differenze, che ha chiarito per tutti noi: gli aqua e gli aquablue. Egli descrive in forma molto semplice una differenza che potrebbe passare inosservata. La differenza di tonalità che li distingue. Gli aqua sono dei verdi con macchie blu, gli aquablue sono dei blu con macchie verdi. Alcuni potrebbero definirli "sporcati" dal verde o dal blu. Per "sporcati" si intende che dopo la muta hanno messo delle piume di colore diverso nel piumaggio perfetto che sporcano la mutazione pura.
Su questo sito Quaker Parakeet, viene spiegato nei minimi dettagli quali sono le mutazioni dei parrocchetti monaci, come si combinano e cosa si ottiene dagli accoppiamenti. Il sito è in inglese quindi i poliglotti potranno capire tutto tranquillamente, mentre per chi non capisce nulla in inglese, non preoccupatevi mi sto adoperando per tradurre per voi tutto ciò che c'è scritto e facilitarvi la lettura. Abbiate pazienza però, mi ci vorrà un po'.

mercoledì 12 agosto 2015

Il dimorfismo sessuale nei Parrocchetti

Riporto in questo post ciò che ho già scritto in una pagina del blog, sempre rintracciabile nella barra in alto. Il post man mano che si aggiungono argomenti o foto o risposte e commenti come succede nella normalità andrà a finire sperduto chissà dove. Per cui ecco spiegata la necessità delle pagine con gli argomenti specifici. Ma parliamo di questo dimorfismo, dal greco "due forme". Per DIMORFISMO SESSUALE si intende la differenza morfologica fra individui appartenenti alla stessa specie ma di sesso differenteNon esiste un modo per riconoscere ad occhio nudo il sesso di questi animaletti. Si sono riscontrate delle piccole differenze che non sempre possono essere prese alla lettera. Si dice che il maschio abbia la coda più lunga della femmina, che il becco del maschio sia più grande e forte di quello della femmina. Magari se uno è abbastanza esperto può addirittura riconoscere le differenze delle anche che nella femmina sono più distanti per accogliere l'uovo. Ma ripeto, non sono metodi fondatissimi per cui non sono affidabili al 100%. I metodi più sicuri si eseguono in ambito veterinario. Uno è più invasivo e costoso, l'altro più alla lunga, diciamo. Nel primo caso parliamo di un intervento chirurgico a tutti gli effetti in anestesia totale che si esegue sul soggetto e grazie al quale si può vedere se internamente ci sono organi sessuali maschili o femminili. I pro di questo intervento sono importanti. Per prima cosa saprete subito il risultato, in secondo luogo potrete scoprire se ci sono delle malformazioni che potrebbero far ammalare o addirittura morire il vostro caro amico con le ali. I contro sono che per subire questo tipo di intervento bisogna far stare a digiuno il soggetto dalla sera prima e subito dopo l'intervento. Infine al termine dell'operazione ci saranno i postumi dell'anestesia. Per cui il poveretto avrà bisogno di riprendersi con molta lentezza e calma. Comunque alla fine di tutto il veterinario rilascerà un certificato con il risultato del sessaggio e se previsto dal veterinario (aviario ovviamente) verrà messo al pappagallo un anello che ne indichi il sesso. Questo tipo di intervento si chiama SESSAGGIO ENDOSCOPICO.
Il secondo modo per scoprire di che sesso sono i nostri piccoletti è detto SESSAGGIO MOLECOLARE, o analisi del DNA. E' un intervento che si esegue senza anestesia, in pochissimo tempo, ovviamente bisogna prenotare dal veterinario per eseguire il prelievo, ma è veramente semplice da eseguire e per niente invasivo. Il pappagallo sente solo un pizzico dove gli viene tolta la piuma. Poi è tutto finito. Il veterinario dovrà poi spedire il campione con la goccia di sangue e la piuma nel suo laboratorio di fiducia per eseguire l'analisi del DNA. Voi tornerete subito a casa con il vostro piccoletto, aspettando l'esito dell'esame. Sarete contattati per ritirare i risultati, sempre che non sappiano dirvi già quanto dovrete attendere. Anche al termine di questo esame vi verrà fornito un certificato di sessaggio e se previsto un anello da mettergli alla zampetta, per indicarne il sesso. Il costo di tutto questo non è molto elevato, in genere si spendono dai 25€ ai 40€. Dipende poi dalla zona in cui vivete e dai prezzi dei laboratori e dei veterinari.

sabato 8 agosto 2015

Benvenuto sul blog!

SE SIETE QUI, SIGNIFICA CHE... anche voi come noi eravate alla ricerca di tutte le informazioni possibili sul nostro caro volatile qui presente. E come noi avete scoperto che in realtà, in giro nel cyberspazio, di informazioni utili ce ne sono veramente pochissime. Questa difficoltà ci ha portato a prendere la decisione di fare una cosa utile per tutti gli amanti dei parrocchetti monaci. Cioè creare questo blog, per dar modo a chiunque di informarsi e di condividere la propria esperienza di vita con questi splendidi animali. Quindi questo è il posto che fa per voi. Speriamo di aver fatto cosa gradita... 
N.B. Molte immagini e informazioni sono state raccolte e condivise dopo varie ricerche su internet, per cui di dominio pubblico. I post sono scritti da me dopo aver fatto esperienza con i miei animali. Alcune foto sono dei miei parrocchetti.  E' tutto a vostra disposizione... Spero che la mia esperienza possa essere utile anche a voi...