giovedì 23 giugno 2016

Piccolo di passerotto caduto dal nido

La scorsa settimana i bambini erano nel cortile a giocare quando suonano al citofono per avvisarmi di aver trovato un pullo di passerotto caduto dal nido. Lo avevano raccolto e messo in una vaschetta con un maglioncino sotto per tenerlo al caldo. Tutti dispiaciuti mi hanno chiesto:
- Che facciamo?
- Portatelo su, proviamo a salvarlo... - ho detto io.
Cosi memore dell'allevamento a mano dei roseicollis e dei parrocchetti, ho iniziato a nutrire il piccolo passerotto. Osservando i comportamenti del pullo e la fisionomia, ho imparato alcune cosette dei nidiacei. Non so se sono cose che valgono per tutti i nidiacei ma sono completamente diversi dai pappagalli. La prima cosa che ho notato è stato il gozzetto. Il passero ha un gozzo unico solo da un lato del collo. Nei pappagalli entrambi i lati hanno la sacca del gozzo. La seconda è stata il becco. Ai lati del becco hanno delle parti più morbide e più chiare, ma ho letto in giro che poi con la crescita spariscono. Mi sono voluta cimentare in un'impresa veramente ardua per accontentare i bambini. Prendersi cura di un nidiaceo ti toglie tempo, spazio e sonno. Per non parlare della vostra libertà... Non mangiano di notte, ma avendo il gozzo molto piccolo e singolo, mangiano ogni mezz'ora all'inizio, ogni ora successivamente e forse ogni due ore quando sono molto sazi. Ma, bisogna fare molta attenzione a non saltare i pasti. La fame li rende subito deboli e assonnati. Si lasciano deperire subito, se non ricevono cibo possono morire. Anche perché se sono troppo stanchi e deboli smettono di aprire il becco. La pappa deve essere calda. Altrimenti non mangiano. Non troppo densa e non troppo liquida. Per il momento, non beve nemmeno acqua, gliela somministro assieme alla pappa, che faccio un pochino più lenta. Sto usando la prima cosa che ho avuto tra le mani, il nutribird dei pappagalli. L'ho messo in un vecchio nido di legno. All'inizio sul fondo avevo messo trucioli di legno per una base morbida, ricoperti da paglia arrotondata a forma di nido. Sembrava non andare bene in realtà. A volte lo trovavo che respirava a fatica. Stamattina ho pulito di nuovo il nido ed ho approfittato a mettere sul fondo due fogli di scottex bianchi. Ogni mattina alle 05:30 mi alzo per dargli la prima imbeccata. La sera l'ultima la prende intorno alle 23:00/23:30. Meno male che i pappagalli si svegliano puntuali cosi fanno la sveglia anche a me. Per il bene del passerotto avevo deciso di curarlo meno possibile, solo imbeccate e pulizia del nido. Invece ho notato che cerca la mia presenza. Vuole il contatto col mio calore, vuole stare rannicchiato nella mia mano. Gli piacciono le carezze, e se non mi vede per un po' si demoralizza e diventa apatico. Ieri mi sono agitata per degli atteggiamenti che aveva... non capivo cosa stesse succedendo, pensavo stesse per morire. Poi all'improvviso dalla mano ha spiccato il primo voletto per venire verso di me. I bambini hanno notato che è cresciuto. Io lo vedo sempre piccolissimo, anche se ho notato che la coda si è allungata. Soffre molto il caldo. Lo sposto dove può stare più fresco, ma se ha molto caldo non mangia e dorme sempre. Si accascia sul fondo e apre le ali, si gira sul fianco... sembra sempre che stia per lasciarci quando fa cosi... mi spaventa e mi preoccupa... mio marito per tranquillizzarmi un po' mi ha detto che forse fa così per disperdere il calore... mah! Spero di riuscire a farlo stare bene... ormai sono affezionata anche io.

Che tristezza... mi viene da piangere. Il piccolo passerotto non ce la farà. Sono le 11:51, respira a fatica, non mangia, si sta irrigidendo. Occhi ormai sempre chiusi. Se provo a toccarlo non reagisce. La cosa più brutta è che non capisco cosa sia successo, fino a ieri saltellava, mangiava, cinguettava. Ha fatto il suo primo volo... era in forze... ora non si regge in piedi e sembra che dorma, ma so che non è cosi... sono molto triste... era cosi bello sentirlo cinguettare... spero che almeno non stia soffrendo molto... ho provato a salvarlo, ma a quanto pare non è cosi facile, nonostante l'impegno...

Ore 14:00. Non ce l'ha fatta! Che tristezza... mio marito lo ha seppellito nella natura... ritorna alla polvere... Sigh!

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